Rappresentare la complessità territoriale: flussi, identità, valori

Noto – CUMO, Via A. Sofia, 78 - 8, 9, 10 maggio 2019

I presupposti

Terra di antichissime tradizioni culturali, geografiche e cartografiche, crocevia dei rapporti tra la sponda meridionale del Mediterraneo e il resto dell’Europa fin dall’antichità, avamposto e culla dei valori del classicismo nonché sua costante interfaccia e perno, ancora oggi, delle tante pulsazioni materiali e immateriali che dall’Africa e Medio Oriente si dirigono verso l’Europa, la Sicilia non poteva non essere chiamata a ospitare un convegno dell’Associazione Italiana di Cartografia. Prima di abbandonare il Sud dell’Italia, dopo essere stati egregiamente ospitati a Salerno prima e a Benevento dopo, il girovagare geocartografico doveva necessariamente portare la carovana che promuove la cultura del territorio attraverso la sua rappresentazione in Sicilia. La proposta è stata accolta con entusiasmo dai Soci dell’Università di Messina i quali si sono immediatamente prodigati affinché al CUMO, nella città di Noto, dove hanno sede alcune attività didattiche e dove vengono organizzati eventi di carattere scientifico e culturale con costante frequenza, potesse essere ospitata questa edizione del convegno annuale dell’Associazione, nei giorni 8, 9 e 10 maggio 2019.

Con l’intenso e incredibile carico di storia architettonica che porta Noto a essere considerata una delle più belle e interessanti manifestazioni della grandeur del barocco per la monumentale espressione urbana, svolgere un convegno in questa sede, grazie appunto all’accoglienza logistica del CUMO, significa anche rapportarsi al singolare e irriproducibile fascino dell’atmosfera culturale che solo uno stile urbanistico – architettonico come quello qui rinvenibile, può offrire in maniera diffusa, unica, penetrante, coinvolgente.

Un rapportarsi singolare, un dialogare attraverso il senso logico manifestato dalla realtà della rappresentazione e dalla possibilità di cogliere, attraverso la grammatica del grafismo enunciata spazialmente, nel rapporto tra sentimento culturale e sua espressione concreta, la cultura delle forme pronunciate geometricamente in un susseguirsi spaziale condizionato dalla singolarità dell’architettura barocca. Un rapporto complesso, si potrebbe dire, ma di certo interessante e unico com’è, appunto, la località ospite, carica di presupposti culturali da cogliere appieno all’interno del significativo percorso scientifico denominato:

Rappresentare la complessità territoriale:
flussi, identità, valori

I Soci, attuali e futuri dell’Associazione, ma anche gli interessati alle teorie e alle prassi consentite dalle rappresentazioni, potranno seguire direttamente l’evento ragionando sulle tante possibilità acconsentite dall’ampia valenza del titolo e dalle innumerevoli sfaccettature con cui le si può declinare, tali da cogliere anche le più remote delle ideabili possibilità. Un ragionamento da estendere a 360 gradi, libero e privo di ostacoli sostanziali per il legame che si è voluto stabilire tra località e manifestazione, tra cultura espressa realmente e cultura proposta graficamente, tra forme e ideazioni rappresentative, tra suggestioni e tecniche cartografiche.

I temi su cui confrontarsi

Sede del Convegno e Organizzazione

Il convegno si terrà presso lo storico palazzo Giavanti, sede del Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale, CUMO, dell’Università di Messina, in Via A. Sofia 78, nella città di Noto.

L’organizzazione è a cura dell’AIC con la collaborazione del Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali dell’Università degli Studi di Messina.

Le scadenze

Scadenza per l’invio delle proposte di partecipazione: 31 marzo 2019;

Comunicazione di accettazione della proposta: entro il 15 aprile 2019

Scadenza per le iscrizioni ordinarie: 30 aprile 2019

Scadenza per le iscrizioni fuori termine: 7 maggio 2019

Assemblea ordinaria dei soci AIC: 9 maggio 2019 ore 18.00

Cena sociale: 8 maggio 2019 ore 20.30

L’approccio e i contenuti scientifici

Il titolo scelto per questo incontro siciliano può apparire complicato per via della parola che ne caratterizza la valenza: complessità!

Però, a ben guardare la realtà geografica e culturale della Regione, valutando cosa avviene intorno ad essa e il nuovo paradigma che le rappresentazioni, ma non solo, si trovano ad affrontare conseguentemente a tutto ciò che sta accadendo nel Mediterraneo per via dei percorsi seguiti dai migranti africani, si deduce che forse non è affatto complicato. D’altronde, se anche la parola “flussi” fosse riferita alle vie di fuga di poveri disperati, appare qui ben difficile pensare di considerarli come una cosa di altri mondi e totalmente esterna all’Isola la quale, pertanto, come se niente stesse accadendo intorno, non deve preoccuparsi di altre realtà culturali se non di quelle della regione, rifiutando commistioni con entità sconosciute.

Discorso evidentemente egoistico, che di certo non può essere sostenuto né scientificamente né culturalmente come qui, appunto, non si vuole sostenere. Tutt’altro, l’idea della complessità che il titolo richiama sintomaticamente legandolo ai flussi, alle identità e ai valori, intende portare a ragionare in maniera ampia, aprendo alle nuove realtà che, pure casualmente ma comunque per ragioni che sono in primo luogo di carattere geografico, si affacciano sui suoi territori proponendo forme, sensi e prospettive nuove, da non rigettare totalmente e subito, o quantomeno non prima di averne verificato i valori e le essenze.

La Sicilia, in virtù dei suoi trascorsi che hanno vantato la presenza di civiltà provenienti di certo da quel continente, anche se non proprio da quegli stessi luoghi, forse più di altre regioni può accettare questo tipo di sperimentazione visto che già in passato si è trovata ad assommare culture esogene alle proprie, che però oggi risultano integrate e stratificate perfettamente in un unico sentire. Una nuova contaminazione potrebbe al limite provocare ulteriori stimoli di crescita di valori e di integrazione tra realtà diverse, non necessariamente contrapposte, potenzialmente integrabili.

La tematica proposta dal convegno non riguarda quindi solo il territorio o i beni fisici che su di esso insistono e non vede la parola complessità in riferimento alle diversità, alle conflittualità, alla competitività tra i diversi contesti, cose peraltro ben note alle rappresentazioni che ne hanno illustrato aspetti resi in maniera talvolta spettacolare e suggestiva e su cui i partecipanti possono ancora proporre il loro contributo. Si vuole invece aprire il ragionamento anche ai nuovi fenomeni che lambiscono l’Isola, talvolta approdandovi direttamente, e verificare come il loro soffermarsi possa interagire con il territorio e se il senso della parola complessità può essere, o meno, ampliato, modificato, annullato o, molto semplicemente, arricchito e implementato, ovviamente in senso culturale. Un discorso che coinvolge sia i tanti soggetti che vengono a contatto con queste nuove realtà, insider e outsider, sia le culture che si portano appresso e gli effetti che su di esse produce la realtà territoriale siciliana, vista appunto nella sua particolare complessità su cui altri, di altrove, devono andare a confrontarsi.

In questo ragionamento le rappresentazioni sono destinate a giocare dei ruoli significativi, originali, innovativi, per le tecniche, per i soggetti e le tematiche che possono essere chiamate in causa. D’altronde è nota la loro duttilità nell’affrontare tematiche culturali e sociali, ma anche identitarie soprattutto dopo la riscoperta dei paesaggi e il ruolo ad essi assegnato dalla nuova pianificazione su base europea. Rappresentazioni che, alla luce della tematica proposta dal convegno, si possono comporre in alchimie infinite con proposte veramente innovative, oltre che suggestive, perché di sicuro supportate da ambienti tipo GIS e arricchite da dati provenienti da fonti altre, rispetto a quelle tradizionali, come ad esempio i satelliti di ultima generazione. Ma senza trascurare le esperienze passate della cartografia siciliana che in qualche modo richiama subito una delle opere storiche uniche e più conosciute tra le varie mappe mundi, quello detto di Al Idrisi, il cartografo arabo che lo realizzò in onore proprio di un Re siciliano, Ruggero II.

Scadenza per l’invio dei contributi presentati per la pubblicazione nei primi due numeri del “Bollettino dell’AIC” del 2020: 31 dicembre 2019

Per partecipare

Chiunque intenda partecipare ai lavori del convegno è invitato a presentare un breve riassunto (max 2.000 battute) del contributo da proporre relativamente ai temi sopra evidenziati. La proposta comprenderà anche il titolo, l’approccio metodologico e gli obiettivi perseguiti con tre parole chiave.
Per presentare la proposta occorre selezionare il tema di riferimento e compilare il form che si aprirà automaticamente, inserire il riassunto nello spazio apposito o allegare direttamente il file e INVIAre entro il 31 marzo 2019.
Dell’esito di valutazione delle proposte, a cura del Comitato scientifico, verrà data notizia entro il 15 aprile 2019; quindi si potrà procedere all’iscrizione entro la data prevista, pena l’esclusione dal convegno.
L’iscrizione al convegno e il pagamento della relativa quota assegna lo status di “Socio” per l’anno corrente anche ai non iscritti, garantendo la possibilità di pubblicare nella rivista scientifica “Bollettino dell’AIC”, inserita dall’ANVUR tra quelle di fascia A per il settore concorsuale B1 – Geografia.

Quota e modalità di iscrizione

La quota di iscrizione per i Soci AIC o di una delle altre 3 Associazioni federate in ASITA è pari a € 60,00 e a € 130,00 per i non Soci, se pagate entro il 30 aprile. Quota per gli studenti, assegnisti, dottorandi, ecc. di età inferiore a 34 anni: € 30.

Per partecipare al Convegno in qualità di relatore è necessario essere iscritti o iscriversi all’AIC secondo le modalità indicate sul sito http://www.aic-cartografia.it. Le quote di iscrizione all’Associazione o al convegno vanno versate sul conto corrente aperto presso la Deutsche Bank di Trieste, Via Roma 7, IBAN: IT71R0310402200000000822834 oppure possono anche essere pagate in contanti presso la Segreteria del Convegno con la maggiorazione di € 30,00. L’iscrizione a Socio dà diritto a ricevere il materiale del convegno, a partecipare ai lavori e alla stampa degli atti nel Bollettino dell’AIC.

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